di Filippo Meucci e Gaetano Magazzari

Inno popolare a Pio IX di Filippo Meucci e Gaetano Magazzari

..eseguito dal Corpo Bandistico “S.Cecilia” di Mondolfo
diretto dal M° Paolo Pellegrini 

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(eseguito l’ 8/11/2003 in occasione del concerto in onore di S.E.R.Mons.Giuseppe Orlandoni, Vescovo di Senigallia nell’Insigne Collegiata di S.Giustina – Mondolfo PU)

“Sono del sommesso parere che l’istituzione del Concerto Musicale in Mondolfo, sotto la presidenza del Capo della Magistratura, meriti d’essere approvata insieme ai Componenti il medesimo”. Con queste parole, indirizzate al competente Ministero romano allora chiamato ad autorizzare la istituzione dei Complessi Bandistici nello Stato pontificio, il Vescovo di Senigallia nel 1856 dava il proprio assenso alla permanenza del S. Cecilia, sorto nella nostra città due anni prima per volontà di quattordici giovani mondolfesi.

Il concerto di questa sera, dunque, è anche un chiaro omaggio che il Corpo Bandistico, unitamente all’intera comunità mondolfesi, rivolge a S.E.R. Mons. Giuseppe Orlandoni, pure in ricordo di quella “approvazione” che confermò l’inizio di una istituzione che, il prossimo anno, compirà il 150° anniversario dalla fondazione.

Un concerto che vede pure, in prima assoluta per la nostra Regione, la esecuzione dell’Inno a Pio IX, scritto il 1 gennaio 1847 da Filippo Meucci, buon patriota, e musicato dal M°. Gaetano Magazzari.

Sono gli anni in cui l’Italia osanna Papa Mastai, originario di Senigallia. Il Pontefice, che subito dopo la sue elezione ha con decisione avviato la riforma dello Stato Pontificio, nomina commissioni per la riforma dei Codici, delibera la costruzione delle ferrovie – e della cosa sarà beneficiata pure Mondolfo che vedrà correre la strada ferrata sul litorale – riforma la stampa, concede la nota Amnistia. Il 1 gennaio 1847 una grandiosa manifestazione di popolo, guidata dai Capi dei rioni, prende le mosse a Roma da Piazza del Popolo e si dirige al Quirinale, allora residenza dei Pontefici. Qui Pio IX riceve gli auguri per il nuovo anno e, nell’occasione, viene cantato l’Inno che questa sera proporrà il S. Cecilia.

Il Beato Pio IX a Mondolfo è di casa. Il giovane Mastai veniva spesso nella nostra città a giocare al pallone col bracciale, sport da lui particolarmente amato, risiedendo presso la sorella che, qui a Mondolfo, abitava essendo andata in sposa ad un Giraldi della Rovere. E, del resto, ad un mondolfese il Beato Pio IX doveva la vita: non era stato forse Domenico Guidi di Mondolfo a salvargli la vita quando, all’età di tre anni, Papa Mastai era caduto in un lago, rischiando di affogare? Mondolfo fu sempre nel cuore del Papa anche quando, ormai vecchio, Domenico Guidi andò a Roma e Pio IX volle riceverlo e nuovamente ricompensarlo per tanto altruistico gesto facendolo, tra l’altro, riaccompagnare a Mondolfo in carrozza, dopo avergli dato una generosa dote per la figlia.

L’Inno a Pio IX fu scritto da Filippo Meucci (1805 – 1865), nativo di San Polo dei Cavalieri, giovane di ingegno acuto e di gusto non volgare che, negli anni fra il 1846 – 1848 fu, assieme allo Sterbini, autore di versi, articoli e discorsi plaudenti a Pio IX. Al Pontefice, oltre il testo del brano che ascolteremo questa sera, scrisse pure il coro In lode dell’immortale Pio IX e L’inno alla Guardia Civica, altra concessione del Papa senigalliese. Esule in Piemonte dopo i fatti della Repubblica Romana, dove fu capo della Polizia, Meucci si dedicò all’insegnamento.

Dell’Inno a Pio IX, la musica si deve a Gaetano Magazzari, nato a Bologna nel 1808 e morto a Roma nel 1872. Diplomato al Liceo musicale della sua città natale in clavicembalo, canto, pianoforte, organo e contrappunto, studiò con Parisini e Donelli. Musicò opere teatrali quali il dramma lirico La Tirolese, cantate – celebre Il 5 maggio – e diversi altri inni fra i quali ricordiamo: Il vessillo offerto dai bolognesi ai romani (1847), Guerra, guerra Italia Grida, Inno Sardo. A.B.

TESTO

Del nuov’anno già l’alba primiera

di Quirino la stirpe ridesta

e l’invita alla santa bandiera

che il Vicario di Cristo innalzò.

Esultate fratelli, accorrete,

nuova gioia a noi tutti s’appresta:

all’ Eterno preghiera porgete

per quel grande che pace donò.

Su, rompete le vane dimore,

tutti al trono accorrete di Pio:

di ciascuno Egli regna nel cuore,

Ei d’amore lo scettro impugnò.

Benedetto chi mai non dispera

dell’aita suprema di Dio,

benedetta la santa bandiera

che il Vicario di Cristo innalzò!

Benedetta la santa bandiera

che il Vicario di Cristo levò.

Via PIO! Viva!

 

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