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Nel testamento di Pio IX, vi era scritto fra l'altro
"... Il mio corpo divenuto cadavere sarà sepolto nella Chiesa di
S. Lorenzo fuori le mura, e precisamente sotto il piccolo arco esistente
contro la la così detta graticola, ossia pietra nella quale si designano
anche adesso le macchie prodotte dal martirio dell'illustre Levita (San
Lorenzo). La spesa del monumento non deve eccedere quattrocento scudi.
Fuori del modesto monumento si vedrà scolpito un triregno con le chiavi:
poi una epigrafe concepita nei termini seguenti: - Ossa et cineres Pii
P.IX Sum: Pont: vixit ann: ... in Pontificatu an: ... Orate pro eo - Lo
stemma gentilizio sarà un teschio di morte.".
L'amore per Pio IX fu così grande che da tutto il mondo giungevano
offerte per la costruzione di questo magnifico Mausoleo. Si costituì una
apposita Commissione per l' "Opera del Sepolcro di Pio IX" che
ebbe per Presidente il conte Giovanni Acquaderni e per consulente
artistico il celebre archeologo G. Battista De Rossi.
L'architetto che realizzò il monumento fu il Prof. Raffaele Cattaneo: i
15 bellissimi mosaici sono del grande pittore Lodovico Seitz.
Nelle quattro pareti vi è uno squisito drappeggiato che raccoglie ben 640
stemmi di illustri personalità, di centinaia di Diocesi e Congregazioni
religiose, di nobili Famiglie, di numerosissime Città (segnaliamo quelle
delle Marche - terra di Pio IX: Ancona, Numana, Ascoli Piceno, Pesaro,
Urbino, Macerata, Urbania, Tolentino, Camerino, Jesi, Senigallia). Ogni
stemma ricorda i collaboratori alla realizzazione del più illustre
monumento funebre realizzato a Pio IX che voleva la tomba più povera tra
i poveri del Verano.
Tanto ha potuto e testimoniato l'universale gratitudine al più amato e
calunniato Pontefice della storia.
Archivio fotografico
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